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Introduzione

L'araldica studia gli stemmi e le armi gentilizie, civiche, ecc. e le regole che disciplinano tale materia. Un tempo l'araldo aveva il compito di comporre le insegne impreziosendo il blasone con colori, figure, pezze onorifiche alludenti alla storia della casata per tramandare imprese eroiche e onorificenze ottenute dai Re ai quali la famiglia era stata fedele, o per il quale s'era distinta in imprese eroiche.

Il blasone è stato il guiderdone più ambito, a partire dal XII secolo, in Italia, in Spagna, In Francia, in Germania ed in Inghilterra, ottenuto da un solo componente della schiatta e tramandato a tutta la discendenza, che di quell'onore doveva farne sprone per rimanerne sempre degna, operando al fine d'illustrare sempre più la propria famiglia.

I colori degli stemmi e le figure hanno tutti un significato recondito o palese, spesso incontriamo gli stessi colori e le stesse figure in diversi stemmi, ma hanno sempre delle piccole varianti che si combinano e si scombinano come in un caleidoscopio. Alle volte i discendenti di nobili famiglie hanno cambiato lo stemma originale con uno diverso, per questo quando si effettuano le ricerche araldiche si cerca di individuare il ramo di discendenza, se possibile, ed assegnare lo stemma esatto.

Gli stemmi cosiddetti parlanti sono i più chiari da decifrare, cioè: Pignatelli ha le pignatte nello scudo, Rota la ruota, Uva l'uva, Pedone il piede, dell'Aquila l'aquila.

Tra i colori usati per il campo dello scudo troviamo l'oro (o giallo), il più nobile dei metalli, viene identificato col Sole, perché questo è il più luminoso dei pianeti; nelle gemme è uguagliato al topazio, nelle cose terrene significa ricchezza e potenza; simboleggia la forza, la fede, il comando; nell'età significa giovinezza.
L'argento (o bianco), viene paragonato alla perla, significa equità, purezza di pensieri e innocenza, non dimentichiamo che il nostro Salvatore sul Tabor si mostrò vestito di bianco; l'argento tra i pianeti rappresenta la Luna.
Il rosso, simile al fuoco, significa amore, perché anche l'amore è chiamato fuoco; significa audacia e vigore; tra i pianeti è attribuito a Marte, perché a questi sono attribuite le guerre e perché predomina all'ira; il rosso significa anche spargimento di sangue in battaglia.
Azzurro è il cielo e le idee nobili che s'elevano ad esso; è paragonato allo zaffiro ed è il colore di molte virtù: castità, santità, devozione; tra i pianeti viene attribuito a Giove; significa anche giustizia e gelosia.
Il verde è il colore della Terra, delle piante e degli alberi; è paragonato allo smeraldo; tra i pianeti è attribuito a Venere; fra le stagioni alla primavera, per questo significa allegria e speranza..
Il nero è il colore che s'avvicina di più alle tenebre; viene attribuito a Saturno, significa malinconia e dolore; dei metalli è pari al ferro; tra le gemme è paragonato al diamante; tra le virtù significa prudenza; spesso è usato per ricordare un personaggio illustre della famiglia.
Per quanto riguarda i colori, infine, il vaio e l'armellino sono la rappresentazione grafica di queste due pellicce. Il viola, invece, venne usato solo per manti, cappelli, padiglioni.

Quando non è possibile dare agli stemmi i colori visibili, come su stampe in bianco e nero, pietra, legno, metallo, si usa tratteggiare le diverse zone di colore con tratteggi diversi, a seconda del colore.

 Le figure più diffuse che incontriamo sugli stemmi sono: il leone, il più nobile animale del blasone, simboleggia la forza, il coraggio la magnanimità. L'aquila, nobilissima fra gli uccelli, era il simbolo dell'impero, simboleggia il comando, la potenza, la vittoria. L'aquila fu il simbolo imperiale per eccellenza, già era stata per i Romani il simbolo delle legioni e nel Medioevo, il Sacro Romano Impero riprese la stessa figura per rappresentare visivamente l'autorità imperiale. Dipinta di nero su fondo oro (giallo per i pittori di miniature e modellisti tutti), l'aquila imperiale conobbe diversi stili con la quale i pittori la raffigurarono. Generalmente viene rappresentata con le ali spiegate e la testa rivolta, con il becco alla sinistra dell'osservatore; zampe e artigli aperti, la coda con le penne dilatate. Simbolo universale fu adottato da moltissime famiglie italiane di cui parecchie, in antico, ebbero l'aquila come segno di concessione imperiale o per devozione alla parte imperiale. Per questo fu insegna tipica della parte ghibellina e di coloro che, nelle agitate vicende italiane fra Duecento e Trecento, si schierarono al fianco degli imperatori di nazione germanica.

Anche i guelfi, dopo il 1263, adottarono l'aquila come loro insegna; questo si dovette alla concessione che papa Clemente IV fece alla parte guelfa di Toscana. Lo stemma di questo papa era un'aquila rossa in campo argento, i guelfi vi aggiunsero sotto gli artigli un drago verde aggrinfiato dalle zampe dell'aquila, i fiorentini poi, ineffabili, vi aggiunsero un giglio rosso sulla testa, così, per distinguersi dagli altri guelfi toscani.

Il cervo ricorda le cacce signorili ed è il simbolo di chi ama la musica. Tra i pesci il delfino è il più nobile, simboleggia le imprese marittime, il silenzio, la speranza nell'Eterno.

Tra i fiori è il giglio che ha il primo posto, è simbolo di potenza e di sovranità. La rosa: rossa, d'oro o d'argento, è emblema di bellezza, amore incontaminato, sovranità dei costumi, nobiltà e merito riconosciuto.

Tra gli astri incontriamo spesso la Luna, il cui crescente auspica maggiori fortuna alla famiglia. La stella, che fu sicura guida verso il Redentore, è il simbolo di chi aspira ad azioni sublimi ed augura un prospero avvenire ai discendenti.

Gli oggetti di uso comune sono tanti: coppe, spade, bisanti, destrocheri armati, monti, ecc. Al primo posto però è la Croce, in varie fogge: patente, di Malta, di Gerusalemme, sannitica, celtica, del Calvario, latina, di Lorena, ecc., ecc., ma il significato è lo stesso: da quando il Figlio di Dio elesse la croce a strumento per la nostra redenzione, la croce da apparecchio di tortura e morte assurse a simbolo di vittoria e di salute interiore.

Le armi gentilizie, infine, furono corredate di corone, ed ogni corona ha un disegno diverso a seconda del titolo di nobiltà o dell'importanza della città nel caso di armi civiche. Gli ecclesiastici, invece, sostituirono la corona a loro spettante con il cappello ecclesiastico, anche questo con simboli distintivi per grado. E i cavalieri vi aggiunsero i lambrecchini o svolazzi con l'elmo, ed anche quest'ultimo è diverso per ogni grado di nobiltà.

Ma i nostri cognomi da dove sono venuti? di solito da ambienti frequentati dai nostri avi. Ad esempio ad alcune corporazioni medioevali sono appartenuti i Molinari, Spadaro, Pellizzari, Armorari (Lavoratori di molino, costruttori di spade, conciatori, armaioli). Non mancano cognomi provenienti da ambienti religiosi: Abate, della Chiesa, del Monaco, del Vescovo. Le particelle da, di, de che precedono alcuni cognomi indicano toponimi e patronimici.

Alcuni cognomi hanno subito delle trasformazioni nel corso dei secoli: Bianchi, Bianchini, Bianchetti; Rossi, de' Rossi, del Rosso; Carli, Carlucci, Carletti. A queste trasformazione c'è da aggiungere anche i tanti e troppi errori anagrafici che si sono avuti nelle varie trascrizioni degli amanuensi che oggi, grazie ai mezzi meccanografici, sono rari.

I nobili si distinguevano in titolati e non titolati. La gerachia araldica fra i titolati è la seguente: Re, Principe, Duca, Marchese, Conte, Visconte, Barone. Seguivano poi Cavalieri e Nobili.

Oggi sono in molti a dedicarsi alla ricerca delle proprie origini, molto spesso l'indagine s'interrompe dopo poche generazioni per mancanza di indizi, altre volte si riescono a seguire le orme della famiglia fino al primo che ha adottato quel cognome, o è stato appellato in quel modo. Chi si dedica a questa ricerca non trascura nulla: archivi vari, cappelle, sacelli, carte da visita, membranacei, codici antichi, catasti, uffici parrocchiali.

Ma, in definitiva, non basta dire che i nostri maggiori sono stati grandi, l'importante è continuare ad esserlo e, quel blasone che una volta campeggiava sugli antichi palazzi dei nostri avi, ora lo dobbiamo portiamo nel cuore, ove risiede la vera Nobiltà.

Di famiglie italiane nobili ce ne sono molte, più o meno importanti. Non a caso ne citerò una, protagonista del nostro medioevo, dalla quale discendo:

Bentivoglio

Nobile famiglia emiliana: alcuni testi dicono che prese il nome dal centro della pianura bolognese in cui costruì un castello, mentre altri, facendo risalire la loro discendenza da Enzo (1224-1272), Re di Sardegna e figlio naturale di Federico II di Svevia, riportano la nascita del cognome nelle parole che lo stesso Enzo, fatto prigioniero dai Bolognesi (al quale però riservarono un trattamento speciale costruendo addirittura un palazzo ancora esistente nel centro di Bologna) pronunciava in italiano verso l'amata.

Nel 1506 il papa Giulio II col suo esercito accerchiò Bologna per conquistarla (cercando di fermare il passo dell'Imperatore). Scomunicò Annibale II che fuggì a Ferrara con la famiglia. Dopo varie vicende, la famiglia si divise in due casati i quali adottarono due stemmi diversi ma che si rifacevano al vecchio di famiglia.

Geneaologia dei Bentivoglio dal 1394:

Salvuzzo (†1394).

Giovanni I (1358†1402), Signore di Bologna dal 1401.

Progenie di Giovanni I:
Anton Galeazzo (†1435), Signore di Bologna dal 1420.
Ercole.

Progenie di Ercole:
Sante (1426†1462), Signore (reggente per Giovanni II) di Bologna dal 1446; sposa Ginevra Sforza-Pesaro (†1507).

Progenie di Anton Galeazzo:
Annibale I (†1445), Signore di Bologna dal 1442.

Progernie di Annibale I:
Giovanni II (1443†1508), Signore di Bologna dal 1446 al 1506; sposa Ginevra Sforza-Pesaro (†1507).

Progenie di Giovanni II:
Annibale II (1469†1540), Signore di Bologna dal 1511 al 1512); sposa Lucrezia d'Este.
Ermes (†1513).
Alessandro (1474†1532), Senatore di Milano, Viceduca di Milano; sposa Ippolita Sforza (†1520).
Ginevra; sposa Galeazzo Sforza (†1519), Signore di Pesaro.

Progenie di Annibale II:
Costanzo; sposa Elena Rangoni.
Ercole (1506†1573) (discendenza: vedi fondo pagina).

Progenie di Costanzo:
Cornelio (†1585), Marchese di Gualtieri dal 1575; sposa Leonarda d'Este.

Progenie di Cornelio:
Enzo (†1639), Marchese di Gualtieri, Marchese di Scandiano.
Ippolito (†1619).

Progenie di Enzo:
Cornelio, Marchese di Scandiano fino al 1643.

Progenie di Ippolito:
Ferrante (†1620); sposa Beatrice d'Este-San Martino.

della discendenza di Ercole vanno ricordati:
Guido (1579†1644), Arcivescovo di Rodi, Cardinale.
Marco Cornelio (1668†1732), Arcivescovo di Cartagine, Cardinale.

Stemmi di famiglia:

Primo stemma ramo di Modena

Pensando di fare cosa gradita, riporto un elenco di avvenimenti riguardanti Annibale II.

ANNIBALE BENTIVOGLIO  Di Bologna. Conte palatino. Signore di Bologna, Covo e  Antegnate. Fratello di Alessandro e di Ermes; padre di Cornelio; cognato di Francesco Gonzaga, Pandolfo Malatesta, Giberto Pio. Niccolò Maria Rangoni e Guido Torelli; cugino di Guido Rangoni; suocero di Pirro Gonzaga da Bozzolo.

               1467 – 1540 (giugno)

Anno, mese

Stato. Comp. ventura

Avversario

Condotta

Are attività

Azioni intraprese ed altri fatti salienti

1474

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

E’ armato cavaliere dal re Cristiano di Danimarca.

1478

 

 

 

 

 

Dic.

 

 

 

Emilia

E’ a Ferrara ospite del futuro suocero Ercole d’Este.

1479

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

A Ferrara.

1480

 

 

 

 

 

Lug.

 

 

 

Emilia

A Ferrara. Assiste ad una giostra cui sono presenti anche Francesco Gonzaga e Roberto da San Severino.

1481

 

 

 

 

 

Apr.

 

 

 

Emilia

E’ sempre a Ferrara con il padre Giovanni, signore di Bologna. Vi è accolto da Ercole d’Este: assiste ad alcuni  palii e partecipa a cacce ed a balli.

1483

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Riceve in Bologna il duca di Calabria Alfonso d’Aragona.

1485

 

 

 

 

 

Ott.

 

 

 

Emilia

Scorta nel Bolognanese il San Severino allorché tale condottiero lascia il veneziano e si dirige a Roma per assumervi il comando delle truppe pontificie.

1486

Firenze

Genova

200 cavalli

Toscana e Emilia

A causa della sua età il  posto di comando viene tenuto da Bartolomeo di San Giorgio. Il Bentivoglio si reca a Firenze e fa subito rientro a Bologna.

1487

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Si porta a Ferrara con 200 barche per prelevarvi la moglie Lucrezia d’Este. E’ accolto da Ercole d’Este e dal Gonzaga. Rientra a Bologna  ed a riceverlo sono molti gentiluomini, ambasciatori e condottieri. Partecipa ad una grande giostra indetta per i festeggiamenti.

Mar.

Firenze

Genova

100 cavalli e 1000 fanti

Toscana e Liguria

E’ a Firenze; viene a Sarzana ed a Sarzanello per combattere i genovesi agli ordini di Niccolò Orsini. Ha il comando di molti fanti: il giorno di Pasqua dà l’inizio all’ assalto di un castello che viene espugnato dopo avere subito forti perdite.

……..

 

 

 

Liguria

All’assedio di Sarzana.

1488

 

 

 

 

 

Lug.

Milano

 

300 cavalli

Emilia

Accompagna il padre ad un convegno a Parma.

Nov.

 

 

 

Emilia

Reprime in Bologna i tumulti provocati dai partigiani dei Malvezzi; raduna i suoi aderenti in San Donato e compie una marcia dimostrativa nella città dalla porta Ravegnana e per la via delle Scodelle fino alla porta di San Pietro ed a San Donato.

Dic.

 

 

 

Lombardia

A Milano per le nozze del duca Giovanni Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona.

1489

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Emilia

Ricopre a Bologna l’incarico di gonfaloniere di giustizia.

1490

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Lombardia

E’ a Mantovaa per il matrimonio di Francesco Gonzaga con Isabella d’Este.

Apr.

 

 

 

Marche

Si reca in pellegrinaggio a Loreto.

Ott.

 

 

 

Emilia

Partecipa in Bologna ad una giostra organizzata per la solennità di San Petronio.

1491

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Si trova a Ferrara per il matrimonio di Alfonso d’Este con la sorella di Giovanni Galeazzo Sforza.

Ago.

 

 

 

Lombardia

E’ a Milano per le nozze di Ludovico Sforza con Beatrice d’Este.

1492

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Prende parte ad una giostra in Bologna predisposta nel quadro dei festeggiamenti per il matrimonio del fratello Alessandro con Ippolita Sforza.

Ago.

 

 

 

Romagna ed Emilia

Alla notizia che in Rimini è stato ucciso Galeotto Malatesta con il figlio, si porta nella città con 50 cavalli per sostenervi la signoria del cognato Pandolfo Malatesta. Rientra subito a Bologna.

1493

 

 

 

 

 

Apr.

Firenze

 

 

Toscana

E’ a Firenze con due squadre di uomini d’arme, una squadra di stradiotti ed una di balestrieri a cavallo.

Ott.

 

 

 

Emilia

A Bologna; è al comando di 300 cavalli alla rassegna delle truppe del padre, nominato dal duca di Milano capitano generale delle milizie sforzesche oltre il Po.

Dic.

 

 

 

Emilia

Ospita in Bologna il cognato Pandolfo Malatesta.

1494

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Cavalca a Corticella con i fratelli ed i cognati per l’inaugurazione del canale navigabile del Reno. Accompagna a Mantovaa Laura Bentivoglio che si deve sposare con Giovanni Gonzaga.

Lug.

Firenze

Francia

 

Romagna

Contrasta i francesi e gli sforzeschi di Giovan Francesco da San Severino. Ricevuti in soccorso dai fiorentini 1000 fanti ed alcuni pezzi di artiglieria, si congiunge con 6 squadre di uomini d’arme all’esercito del duca di Calabria Ferdinando d’Aragona nel contado di Forlì.

Sett.

 

 

 

Romagna ed Emilia

E’ sul Ronco presso Bertinoro. Si incontra ad Imola con Caterina Sforza ed affianca gli aragonesi a Castel San Pietro Terme. Viene quindi a Bologna e cerca di convincere (almeno dice) il padre ad abbandonare l’alleanza francomilanese; esercita pure forti pressioni sul duca di Calabria affinché premi, a sua volta, sul papa Alessandro VI perché il fratello, protonotario, sia eletto cardinale. Esce in perlustrazione verso Lugo e sfugge ad un agguato tesogli da Gaspare da San Severino: nella scaramuccia il Bentivoglio cattura 16 cavalli.

Ott.

 

 

 

Romagna ed Emilia

E’ a Cesena; rientra rapidamente in Emilia quando i francesi minacciano la Tosca na. Prende la strada di Ravenna e ripara nei propri stati, anche perché sono chiari i segnali del disfacimento dell’esercito aragonese.

Nov.

 

 

 

Emilia

Si incontra a Bologna con Gaspare da San Severino che rientra in Lombardia.

Dic.

 

 

 

Emilia

Accompagna nel Bolognanese altri condottieri sforzeschi quali Galeotto della Mirandola e Giovan Francesco da Sen Severino allorché costoro abbandonano rispettivamente la Romagna e la Toscana per ritornare ai loro alloggiamenti.

1495

 

 

 

 

 

Feb.

Firenze

Pisa

 

Toscana

Appoggia Francesco Secco e Ranuccio da Marciano ai danni dei pisani.

Apr.

 

 

 

Lombardia

Si trova a Milano alla cerimonia in cui Ludovico Sforza viene nominato duca ad opera di un inviato dell’imperatore Massimiliano d’Austria.

Mag.

Milano  Venezia

Francia

160 lance e 80 cavalli leggeri

Lombardia

E’ assoldato da sforzeschi e da veneziani; gli è riconosciuto uno stipendio di 8000 ducati l’anno ed il duca di Milano gli concede una provvigione di 1000 ducati. La ferma è stabilita in due anni, più uno di rispetto.

Giu.

 

 

 

Emilia

Tocca Sant’Ambrogio, sulla riva sinistra del Panaro e passa per Modena con i suoi uomini;  raggiunge nel parmense le truppe della lega antifrancese.

Lug.

 

 

 

Emilia e Piemonte

Partecipa alla battaglia di Fornovo, inquadrato nell’ala  sinistra, come comandante della seconda schiera sforzesca (140 uomini d’arme) dietro Giovan Francesco da San Severino. Si sposta poi all’assedio di Novara e si trova al campo di Vespolate.

Ago.

 

 

 

Emilia e Piemonte

Ospita a Bologna Niccolò Orsini e rientra nel novarese per presenziare alle manifestazioni che accompagnano la consegna del bastone e dello stendardo di capitano generale della lega a Francesco Gonzaga.

Ott.

 

 

 

Emilia

Alla firma della pace fra i belligeranti, viene a Crema e da qui fa rientro a Bologna.

Dic.

 

 

 

Veneto

E’ con il Gonzaga a Venezia.

1496

 

 

 

 

 

Mag.

Venezia

Francia

 

 

Gli viene rinnovata la condotta da sforzeschi e da veneziani. Questi ultimi lo inviano nel regno di Napoli per combattere i francesi con 100 uomini d’arme e 35 balestrieri a cavallo.

Giu.

Pio

Carpi

 

Emilia

Non parte per il regno; viene, invece, a Carpi con molti cavalli, fanti ed alcuni pezzi di artiglieria per sostenere le ragioni del cognato Giberto Pio contro quelle di Alberto Pio. Entra nella città e fa in modo di rappacificare le due parti.

Ago.

Venezia

Francia

 

Toscana ed Emilia

Passa in Toscana e coadiuva l’azione di Piero dei Medici ai danni dei fiorentini: gli sono consegnati 1400 ducati ed il denaro di tre paghe. La notizia del suo utilizzo ferisce profondamente il duca di Milano che cerca di intervenire sul padre. Sempre nel mese accoglie in Bologna il legato pontificio, il cardinale Bernardino Carvajal.

Ott.

Venezia

Firenze

 

Toscana

Lascia Bologna e, per la via di Pietrasanta, viene in Toscana con 150 uomini d’arme, 125 tra balestrieri, stradiotti e provvigionati a cavallo e 150 fanti al fine di aiutare i pisani dalle incursioni dei fiorentini. Chiriaco dal Borgo tenta invano di bloccargli il passo a Barga; il Bentivoglio entra nel pisano e con la sua presenza obbliga a lasciare il territorio al capitano sforzesco Lucio Malvezzi (suo nemico personale) anch’egli alla difesa della città: d’altra parte il comportamento del Malvezzi è divenuto agli occhi dei pisani e dei veneziani sempre più ambiguo per i mutamenti di obiettivi nella politica ducale. A fine mese è a Cascina per unirsi con le truppe imperiali anch’esse impegnate nel medesimo conflitto.

Nov.

 

 

 

Toscana

E’ a Livorno; muove verso Vicopisano e tocca ancora Cascina.

Dic.

 

 

 

Toscana

Si allontana dal pisano per rientrare nei suoi possedimenti.

1497

 

 

 

 

 

Feb.

Venezia

Francia

 

Piemonte

Si oppone ai francesi nel tortonese.

Mag.

 

 

 

Emilia

A Bologna inizia la costruzione di un palazzo dove esercitarsi con le armi.

Giu.

 

 

 

Veneto

Si porta a Venezia con il fratello Ermes e gli viene riconfermata la condotta. I suoi uomini sono alloggiati nel bresciano.

Ott.

 

 

 

Veneto

E’ con i suoi uomini d’arme nel veronese.

Nov.

Venezia

Francia

 

Piemonte

Fiancheggia Niccolò Orsini all’assedio di Novi Ligure; soccorre gli sforzeschi che hanno perso la città ad opera di Gian Giacomo da Trivulzio.

1498

 

 

 

 

 

Mag.

Firenze

 

 

 

I veneziani gli rinnovano la condotta; il Bentivoglio, tuttavia, preferisce momentaneamente militare per i fiorentini. E’ nominato con il padre ed i fratelli conte palatino dall’imperatore. Ai suoi ordini sono 80 lance e 40 cavalli leggeri.

Ago.

VeneziaMilano

Firenze

200 lance

Emilia

E’ condotto dai veneziani con 200 uomini d’arme (di cui 100 nominalmente con cessi al padre e pagati dal duca di Milano). Gli sono inviati 1400 ducati ed il denaro occorrente a tre paghe per gli uomini d’arme del padre. E’ avviato nel pistoiese.

Sett.

 

 

 

Romagna

Pretende altro denaro e differisce in continuazione la sua partenza da Bologna per timore dell’azione di Lucio Malvezzi e di altri fuoriusciti Bolognanesi. Sollecitato, alfine, anche da Giuliano dei Medici, esce dalla città  con 80 lance e 40 balestrieri a cavallo, tocca Castel Bolognanese e si sposta in val di Lamone  per sostenere le pretese di Piero dei Medici sul fiorentino. Si unisce con Guidobaldo da Montefeltro.

Ott.

 

 

 

Toscana Romagna

Occupa Marradi ed assedia nella rocca Dionigi Naldi; irrompe nel Casentino ed entra in Bibbiena. Nonostante i primi successi, alla rassegna di Villafranca, nel forli vese, ha momenti di tensione con i veneziani, perché il collaterale Filippo Aureliano rileva l’assenza di 40 uomini d’arme nel suo organico; frequenti sono, del resto, le diserzioni nelle sue file per lo scoramento e la mancanza di vettovaglie che provocano uno sbandamento generale  nella sua compagnia.

Nov.

 

 

 

Toscana

Gli viene consegnata mezza paga e le difficoltà sembrano appianarsi. Il padre Giovanni si riavvicina, nel frattempo, allo Sforza e gli uomini d’arme che militano nominalmente nella sua compagnia lasciano il campo: sono svaligiati dagli abitanti in val di Lamone. Annibale Bentivoglio rimane, viceversa, in Toscana, continua a domandare denaro e, soprattutto , semina la discordia tra il Montefeltro ed i Medici. I veneziani incominciano a sospettare del suo operato.

Dic.

 

 

 

Toscana e Marche

Spalleggia la strategia di Bartolomeo d’Alviano volta a difendere Bibbiena, contro quella del Montefeltro che tende a ritirare il raggio d’azione in Romagna. E’ messo in fuga dai fiorentini che gli tolgono dei pezzi di artiglieria ed attacca invano  Modigliana. Retrocede con Taliano da Carpi e ripara a Casteldelci. Da qui passa nel faentino inseguito da Gaspare da San Severino e dal Malvezzi.

1499

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Toscana ed Emilia

E’ ancora a Casteldelci con Astorre Baglioni, Taliano da Carpi, Giampaolo Manfrone e Giacomazzo da Venezia: alla fine stabilisce di rientrare a Bologna per la mancanza di foraggio per i cavalli.

Feb.

 

 

 

Emilia

Continua a ricevere i suoi emolumenti, anche senza passare attraverso i controlli della mostra, per un riguardo dei veneziani verso il padre.

Mar.

 

 

 

Emilia

Riceve a Bologna Gaspare da San Severino, bandito dal ducato milanese.

Apr.

 

 

 

Emilia

Chiede ai veneziani che i suoi uomini siano alloggiati nei loro possedimenti. Si reca a Ferrara per il palio di San Giorgio.

Mag.

 

 

 

 

E’ licenziato con la pace tra veneziani e fiorentini.

Ago.

Milano

Francia Venezia

200 lance

Emilia

E’ assoldato dal duca di Milano per combattere i francesi; preferisce non esporsi in prima persona ed invia al suo posto Carlo degli Ingrati con 100 uomini d’arme e 100 cavalli leggeri.

Sett.

 

 

 

Emilia e Lombardia

Le sue compagnie abbandonano presto la Lombardia per il ritardo delle paghe. Lo Sforza è rapidamente sconfitto; con i congiunti è costretto a chiedere la protezione del vincitore, il re di Francia Luigi XII. A fine mese, si reca a tal fine a Milano con Alessandro da Bologna per rendersi amico il Trivulzio.

Ott.

 

 

 

Lombardia

Presenzia in Milano all’ingresso del sovrano francese: non ottiene alcuna condotta.

Nov.

 

 

 

Emilia

Va incontro a Cesare Borgia quando il duca Valentino si ferma all’osteria del Quacquarello, nei pressi del ponte del Reno.

1500

 

 

 

Lombardia

Ritorna a Milano e si consiglia con il Trivulzio; promette ai francesi 40000 ducati in cambio della protezione del suo stato.

1501

 

 

 

 

 

Nov.

 

 

 

Emilia

Si incontra a Castel San Pietro Terme con Paolo Orsini.

Dic.

 

 

 

Lazio ed Emilia

Fa parte del corteo inviato da Ercole d’Este a Roma per prelevarvi Lucrezia Bor  gia, promessa sposa ad Alfonso d’Este.

1502

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Lazio

Si reca a Monterotondo per prendere gli ultimi accordi sul matrimonio tra Giacoma Orsini, figlia di Giulio, ed il fratello Ermes.  

Feb.

 

 

 

Emilia

E’ ospitato a Ferrara con la moglie e 60 cortigiani dal medico di corte Francesco da Castello. Interviene al matrimonio del cognato e si incontra con l’inviato francese.

Lug.

 

 

 

Emilia

Arruola 40 balestrieri a cavallo e controlla in Bologna l’operato dei Marescotti per prevenire eventuali movimenti eversivi. Ad ogni membro della sua famiglia spetta l’onere di controllare una parte della città  ed a Annibale tocca la sorveglianza della porta  di San Pietro.

Ago.

 

 

 

Lombardia

Va a Milano con il fratello Alessandro e porta alcuni presenti al re di Francia per ottenerne la protezione nei confronti dei pontifici.

Sett.

 

 

 

Emilia

Ospita in Bologna Gaspare da San Severino.

Ott.

Bologna

Chiesa

 

Emilia e Romagna

Esce da Bologna con il fratello Ermes (1200 cavalli fra uomini d’arme e cavalli leggeri, 6000 fanti e 6 pezzi di artiglieria) e si ferma a Castel San Pietro Terme per contrastare le truppe del Borgia. Compie una scorreria nell’imolese; il conflitto ha immediatamente termine grazie alla mediazione di Paolo Orsini.

……

Francia

Napoli

 

 

Segue i francesi  nel regno di Napoli ai danni degli aragonesi.

1503

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

Riceve a Bologna il cognato, il cardinale Ippolito d’Este.

Ott.

 

 

 

Lazio

Va a Roma a chiedere al nuovo papa Pio III la restituzione di Castel Bolognanese che i Bentivoglio hanno dovuto cedere ai pontifici in precedenza.

1505

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Emilia

E’ a Ferrara per i funerali di Ercole d’Este.

Apr.

Firenze

Comp. ventura

 

Toscana

E’ assoldato per fronteggiare la compagnia dell’ Alviano (compagnia di 70 lance e 40 cavalli leggeri).

Ago.

 

 

 

Toscana

E’ alla guardia di Bibbona con 60 uomini d’arme, 20 lance spezzate e 20 balestrieri a cavallo. Sconfigge l’Alviano a Campiglia Marittima in un’azione coordinata assieme con Ercole Bentivoglio.

Sett.

Firenze

Pisa

 

Toscana

 

Ott.

 

 

 

Emilia

E’ obbligato a rientrare nel Bolognanese.

1506

 

 

 

 

 

Sett.

Bologna

Chiesa

 

Emilia

E’ scomunicato dal papa Giulio II.

Ott.

 

 

 

Emilia

Ha il comando dell’esercito Bolognanese, per un totale di 4000/5000 uomini.

Nov.

 

 

 

Emilia

Il primo giorno del mese effettua una sortita nelle immediate vicinanze di Bologna; la notte seguente fugge dalla città con i suoi famigliari e ripara  a Ferrara con il fratello Ermes e 300 cavalli.

1507

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

E’ costretto ad abbandonare Ferrara.

Mar.

 

 

 

Lombardia

Viene a Mantovaa: la città è sottoposta ad interdetto per la sua presenza. I pontifici pongono sulla testa sua e del fratello Ermes una taglia di 4000 ducati se consegnato vivo ed una di 2000 a favore di chi lo avesse consegnato morto: viene pure concesso il permesso di rientrare in Bologna ai fuoriusciti che  cooperino all’ azione.

Apr.

Francia

Genova

 

Liguria

 

Mag.

Benti voglio

Chiesa  Ferrara

 

Lombardia ed Emilia

Raduna truppe nel milanese e nel Mantovaano, entra nel modenese e riceve soccorsi dai Boiardi, dai Pio e dai Rangoni, fino a disporre di un esercito di 6000 uomini. Lo affronta il vescovo di Modena, il cardinale Ippolito d’Este. Il Bentivoglio si spinge a Bazzano, ha Crespellano; Piumazzo si rifiuta, viceversa, di aprirgli le porte. Si accorge presto che Bologna è ben presidiata. A San Cesario sul Panaro si uniscono con gli avversari anche 400 cavalli di Giovanni da Sassatello e molti fanti comandati da Melchiorre Ramazzotto; Ugo Pepoli cala dalla montagna alla testa dei suoi fautori. Sconfitto a Samoggia sul Panaro, si ritira nel modenese.

…….

 

 

 

Romagna

Trova rifugio a Faenza nel veneziano.

1508

 

 

 

 

 

Gen.

Benti voglio

Bologna

 

Emilia

Si accosta all’improvviso con il fratello Ermes e 500 cavalli leggeri a Bologna: i suoi partigiani nella città si impadroniscono della porta di San Mammolo. Gli  abitanti si mantengono fedeli alla Chiesa ed il Bentivoglio è forzato a fuggire.

Mag.

 

 

 

Veneto

Risiede a Padova. E’ obbligato a lasciare il veneziano.

Ott.

 

 

 

 

Viene rinnovata la taglia sulla sua testa.

1509

 

 

 

 

 

Apr.

Venezia

Chiesa

500 cavalli

Veneto e Romagna

E’ ospitato da Pandolfo Malatesta. Il Bentivoglio ed il fratello ottengono una condotta dai veneziani. E’ a Ravenna ed alla guardia di Russi.

Mag.

 

 

 

Romagna e Veneto

Sfugge ad un agguato tesogli nel territorio di Russi da Guido Vaina (è ferito alla schiena). Riceve 2000 ducati e raccoglie truppe per compiere un’azione diversiva nel Bolognanese. Con la rotta di Agnadello abbandona Ravenna e viene a Venezia.

……

Francia

Venezia

 

 

 

1510

 

 

 

 

 

Lug.

Francia

Chiesa Venezia

 

Emilia

Appoggia lo Chaumont contro i pontifici al fine di recuperare Bologna. Raccoglie truppe a Parma, ottiene a patti Spilamberto alla cui difesa si trovano 400 fanti .

Sett.

 

 

 

Emilia

Ha Castelfranco Emilia, entra in Crespellano. Da tale località conduce continue scaramucce verso Bologna.

Ott.

 

 

 

Emilia

E’ davanti alla porta di San Felice di Bologna ed irrompe nel borgo. Non sorge alcun tumulto a favore dei Bentivoglio; all’avvicinarsi dei nemici ripiega.

1511

 

 

 

 

 

Feb.

 

 

 

Romagna

Partecipa alla battaglia del Santerno in cui sono sbaragliati veneziani e pontifici (3000 morti nel combattimento, in gran parte veneziani).

Apr.

 

 

 

Emilia

Avanza a Bondeno incontro al Trivulzio, giunto, a sua volta, a Stellata. Ne vengono varie scaramucce, tutte infruttuose.

Mag.

 

 

 

Emilia

E’ davanti a Bologna. Supera sul Reno la difesa di Raffaello dei Pazzi, gli è aperta la porta di San Felice e penetra nella città con il Trivulzio. Assedia la rocca.

Giu.

 

 

 

Emilia

Cattura Giulio Vitelli, che è alla difesa della cittadella, dopo 5 giorni di assedio; diviene signore di Bologna sotto il protettorato dei francesi. Nella città scaccia i Malvezzi dal loro palazzo di San Sigismondo e vi pone il suo alloggio. Viene a Ferrara per incontrarsi con il cognato Alfonso d’Este.

1512

 

 

 

 

 

Gen.

Francia

Chiesa Spagna

 

Emilia

E’ assediato in Bologna con Ivo d’Allègre ed il Lautrec dal viceré di Napoli Raimondo di Cardona.

Feb.

 

 

 

Emilia

E’ soccorso da Gastone di Foix e da 2000 cavalli e da 2000 fanti estensi comandati da Masino e Girolamo dal Forno.

Mar.

 

 

 

Emilia

Attacca i pontifici a Budrio.

Apr.

 

 

 

Emilia

A Bologna per i funerali di Gastone di Foix, morto nella battaglia di Ravenna.

Giu.

 

 

 

Emilia

E’ costretto ad abbandonare definitivamente Bologna a seguito del ripiegamento dei francesi e dell’insurrezione dei Bolognanesi al suo governo. Si vede a Finale Emilia con il capitano pontificio Francesco Maria della Rovere e ripara a Ferrara con i fratelli, 300 cavalli e 2000 fanti.

1513

 

 

 

 

 

Gen.

 

 

 

Emilia

Giulio II confina il Bentivoglio a Ferrara per tre anni.

Feb.

Benti voglio

Chiesa

 

Emilia

Alla morte del pontefice raccoglie molti fanti a Cento ed a Pieve di Cento; falliscono le sue manovre per riavere Bologna.

Mar.

 

 

 

Lazio

Si reca a Roma all’incoronazione del nuovo papa Leone X ed è deluso nelle sue speranze di essere reintegrato nella signoria di Bologna.

1514

 

 

 

 

 

Mar.

 

 

 

 

Si offre ai veneziani come capitano generale della fanteria con l’intesa di arruolare 4000 fanti.

Apr.

 

 

 

 

La sua candidatura è caldeggiata dall’Alviano: viene scelto Renzo di Ceri.

1522

 

 

 

 

 

Apr.

Benti voglio

Chiesa

 

Emilia

Si presenta sotto le mura di Bologna con 4000 uomini; con lui sono anche Annibale Rangoni e Gentile da Sassatello. La vigilia di Pasqua scala le mura cittadine, il suo attacco è respinto e nessun disordine all’interno della città agevola i suoi obiettivi. Fugge a Spilamberto dopo avere dovuto sopportare numerose perdite.

1527

 

 

 

 

 

Giu.

Benti voglio

Chiesa

 

Emilia

Si avvicina a Bologna, è a San Giorgio di Piano con 1000 fanti. Aiutato anche dal Ramazzotto, si accorda con Lorenzo Malvezzi in rotta con i pontifici. La congiura è scoperta ed il Bentivoglio si ritira.

Ago.

 

 

 

Emilia

Entra in Castelfranco Emilia e vi è assediato dai pontifici. E’ fronteggiato da Ugo Pepoli; è messo in fuga e la maggior parte dei suoi uomini cade ad opera degli avversari. Si sposta a Modena e le parti trovano un punto di incontro.

1529

 

 

 

 

Recupera i beni di famiglia nel Bolognanese.

1534

 

 

 

 

 

Mag.

 

 

 

 

E’ investito dall’imperatore Carlo V dei feudi di Covo e di Antegnate.

1540

 

 

 

 

 

Giu.

 

 

 

Emilia

Muore a Ferrara, ove risiede da anni, nel palazzo di Francesco da Castello, poi  Prospero. E’ sepolto nella stessa città nella chiesa di Santa Maria degli Angeli.

TRE CITAZIONI

Con fama di valoroso capitano.

Capitano coraggioso.

Esperto nel mestiere delle armi. Robusto ed eccellente giostratore.

 

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